I prodotti tipici laziali e i legumi della Tuscia

L’area a nord di Viterbo è stata caratterizzata nella storia da popolazioni che sono prosperate grazie alla facilità di coltivazione di leguminose, che hanno trovato nel territorio vulcanico della zona il terreno adatto alla propria crescita.
Quasi ogni paese della zona è caratterizzato dalla presenza di un legume-principe, a cui spesso sono dedicate sagre nei mesi estivi.
Per questo è nata una linea di legumi della Tuscia, alimenti ricchi di proteine di buona qualità, di grassi di tipo insaturo e di amidi, nonché fonte di fibre grezze.

Produzione e vendita legumi della Tuscia per Perle della Tuscia

Per ottenere una buona riuscita del prodotto consigliamo di pulire ulteriormente i legumi, passarli più volte sotto l’acqua corrente, lasciarli in ammollo per il tempo prescritto (eccetto le lenticchie che non lo richiedono), metterli in acqua fredda e infine cuocerli.
Proponiamo i legumi della Tuscia in confezioni da 400 g.

Cerchi legumi tipici della Tuscia?

I legumi che vi proponiamo rientrano di diritto fra i prodotti tipici laziali e sono: la Lenticchia della Tuscia, la Lenticchia di Onano, il Cecio Croccante, il Fagiolo Tondino del Purgatorio, il Fagiolo Solfino Viterbese, i Fagioli Bruni Amarantini dei Volsinii, l’ Orzo Acquesiano, il pregiato Farro, i Ceci Neri “Perle Nere”, la Zuppa Sfiziosa (composta da Orzo Perlato acquesiano, piselli, Lenticchia della Tuscia e Fagioli Bruni Amarantini dei Volsinii) e la Zuppa Birichina (composta da Fagiolo del Purgatorio, Lenticchia della Tuscia, Farro della Tuscia e piselli). Molti di questi prodotti sono conosciuti non solo in zona, ma anche all’estero per via della loro genuinità e del particolare legame con un territorio, quello dell’Alta Tuscia, che vanta prodotti dalle caratteristiche peculiari, non contaminati e immutati nei secoli.

I legumi della Tuscia hanno tradizioni antiche

La Lenticchia di Onano è detta anche lenticchia dei Papi, perché consumata già nel ‘600 dalla corte papale che risiedeva nel Palazzo dei Papi a Viterbo e per Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII. Inizialmente prodotta solo nei terreni del Comune omonimo, vanta un’antichissima tradizione che trova riscontro già negli “Ordini, statuti, leggi municipali della comunità e popolo d’Onano” del 1561.

La coltivazione del Fagiolo del Purgatorio (detto anche “Fagiolo di Gradoli o Gradolese“) ha radici molto profonde nella storia del paese: fin dal 1600, in occasione del mercoledì delle Ceneri, viene organizzato nel Comune di Gradoli, il “Pranzo del Purgatorio” il cui piatto principe è il fagiolo, servito accompagnato da riso in brodo e zuppe di pesce di lago. La tradizione ha origine alla fine del XVI secolo quando la Fratellanza del Purgatorio che allora si chiamava Opera Pia per il Suffragio delle anime del Purgatorio, iniziò con l’organizzare questo evento per raccogliere fondi e altri beni di sostentamento per le sue attività di soccorso alle famiglie in difficoltà.

Il farro era il principale legume prodotto nella zona di Acquapendente. Oltre a Farro Pregiato, viene anche detto del Pungolo da una antica storia che ha dato il via alla famosa manifestazione della sfilata dei PUGNALONI, per la festa della Madonna del Fiore.

 

 

Acquista Adesso